Un’oasi di Pace
 

Il 1° febbraio del 2019, dopo un lungo discernimento e a seguito di tanti segni che il Signore ci aveva dato, è stata aperta anche a Paternò una Cappella per l'Adorazione perpetua, dove poter adorare il Santissimo Sacramento, notte e giorno. Papa Francesco tante volte ha sollecitato ad aprire le chiese a renderle fruibili, affinché la gente possa pregare, incontrare il Signore, ritrovare se stessi nel contatto intimo con Dio. La Cappella dell'Adorazione perpetua realizza questo desiderio del Papa. Una chiesa anche nella nostra Città, sempre aperta, notte e giorno, punto di riferimento non solo degli adoratori,  ma di chiunque sente il bisogno di trovare e immergersi in un oasi di pace. Come è cominciata questa avventura? Appena nominato parroco della Parrocchia Spirito Santo, ricevetti la visita dei responsabili regionali delle Cappelle dell'Adorazione, i coniugi Guido e Gina Virzì, che mi proposero l'apertura di una cappella in parrocchia. La proposta da subito mi interessò, ma non vedevo come poteva realizzarsi dato che, pur essendo il complesso dello Spitito Santo una struttura grande e con tanti spazi, non c'era un locale che si potesse adattare allo scopo. Per spirito di comunione e corresponsabilità ne parlai con il Consiglio Pastorale Parrocchiale, ma per me la cosa finiva lì. Da quel momento, però, il Signore cominciò a lavorare tra e con i laici della mia parrocchia, i quali diffusero la voce e cominciarono a raccogliere adesioni per chi voleva diventare adoratore. Non vi nascondo che quando ritornarono da me e mi dissero di aver trovato già oltre ottanta adesioni, la cosa mi stupì, ma nello stesso tempo mi edificò e mi portò a lodare il Signore che sempre ci precede nel realizzare il suo progetto. Restava comunque il problema del luogo: dove realizzare la Cappella? In quel momento a Paternò eravamo in piena preparazione della visita pastorale del nostro Arcivescovo e un giorno durante una riunione di clero padre Francesco La Porta, propose come segno permanente della visita del Vescovo l'istituzione dell'adorazione perpetua. Da premettere che io non ne avevo parlato con nessuno dei miei confratelli. A questa proposta che mi fece trasalire, si aggiunse lo stupore dell'offerta da parte di padre Francesco della cappellina di Sant'Anna curata dai frati come sede dell'Adorazione. Ancora una volta il Signore mi mostrava come Lui è sempre un passo avanti e quando deve realizzare qualcosa per noi, lavora nonostante noi. Subito ho raccontato a tutti i confratelli quello che era avvenuto nei mesi precedenti e come già gran parte del lavoro era stato fatto e così si decise di continuare per portare a compimento questa opera dello Spirito Santo. Da lì in poi la strada divenne piana e dopo un altro anno di sensibilizzazione nelle parrocchie e di formazione degli adoratori disponibili si decise di aprire il 1° febbraio con una solenne e partecipata celebrazione Eucaristica nella parrocchia di San Francesco all'Annunziata e una processione per portare Gesù Eucarestia nella Cappellina. Da quel momento, notte e giorno, si è cominciato ad adorare Gesù che, come un amico fidato e sempre disponibile, ci aspetta a tutte le ore per donarci il suo amore. Solo durante i mesi di lockdoun abbiamo dovuto chiudere, ma per ricominciare appena ci è stata data la possibilità. Come anche ora l'adorazione è solo diurna a causa del coprifuoco, ma si sta lavorando per riattivare anche quella notturna. Qualcuno potrebbe chiedersi: ma qual'è il senso di tutto ciò? Ricordo che per noi cattolici l'Eucarestia è "fonte e culmine" della vita della Chiesa e della nostra vita. Partecipare all'Eucarestia, soprattutto ogni domenica, è il dono più grande che possiamo farci, perché attraverso di essa incontriamo realmente il Signore Gesù, ascoltiamo la sua parola e ci nutriamo di Lui, per diventare come Lui. L'Adorazione eucaristica è la continuazione dell'Eucaristia, perché con essa abbiamo la possibilità di stare con Gesù e fare la stessa esperienza degli apostoli che, durante i tre anni di ministero pubblico del Signore, ebbero la grazia di stare più vicino a Lui e condividere i sentimenti del suo cuore. Del resto che cos'è l'adorazione se non stare davanti a Gesù per contemplarlo con gli occhi dell'amore e sentire in noi i benefici del suo amore. L'adorazione si caratterizza più per la contemplazione che per le parole. Quando siamo dinanzi a Gesù Eucarestia le parole devono essere limitate, l'amore deve essere smisurato. Certamente avere in Città un presidio di preghiera non può che essere un bene non solo per ogni singolo cristiano, ma per tutto il nostro paese. Come Mosè sul monte sostenne con la sua preghiera Israele mentre combatteva contro Amalec, così ogni adoratore sa che con la sua ora di adorazione sostiene la battaglia che ogni uomo sostiene contro ogni forma di male, per ottenere su tutti e sulla nostra città la serenità e la pace. Mi piace pensare e credere che, mentre la crisi delle vocazioni alla vita consacrata e religiosa spegne, purtroppo, quei luoghi di preghiera permanente che sono i monasteri, il Signore sta suscitando questi nuovi luoghi che sono le cappelle dell'adorazione perpetua, per aprire alla grazia della preghiera anche il laicato che, in forza del battesimo, è anch'esso chiamato a fare della propria vita un'offerta gradita a Dio per la salvezza dell'umanità. In questo senso possiamo dire che l'adorazione perpetua oltre ad essere un'opera spirituale è anche un'opera sociale, perché è un servizio che si fa a beneficio del mondo. Che il Signore possa confermare e benedire quest'opera che ha iniziato in mezzo noi, con lo zelo, l'impegno, la costanza, il sacrificio e l'amore degli adoratori che svolgono già questo servizio e l'innamoramento e la disponibilità di tanti altri chiamati ad adorare e stare con Gesù. L'adorazione e la preghiera sono i pilastri che sostengono ogni nostra opera spirituale e materiale, per questo non può mancare e deve essere sostenuta e promossa sempre più. Un grazie a questo proposito ai coordinatori per l'impegno e la dedizione che ogni giorno danno per questa opera di Dio e all'esercito di adoratori che donano nella preghiera e per la preghiera la loro vita.

Don Salvatore Alì
Referente spirituale della Cappella dell'Adorazione perpetua in Paternò